Tetti in legno ventilati
La grande flessibilità d'impiego raggiunta dal legno permette di realizzare qualsiasi tipologia di copertura che può andare da quella più semplice a due falde (per la classica villetta o casa a schiera) a quella più complessa a più falde ed abbaini che troviamo anche nelle ristrutturazioni, sino ad arrivare alle coperture di grandi luci di 25 / 30 ml. che contraddistinguono gli edifici ad uso terziario/industriale o ad uso pubblico quali scuole, palestre, cinema.
Il tetto ventilato e caratterizzato dalla presenza di un’intercapedine d’aria, posta tra il manto di copertura e lo strato di materiale isolante: tale intercapedine è dimensionata in modo tale da permettere la circolazione dell’aria con moto ascensionale dalla linea di gronda alla linea di colmo.
L’aria, penetrando dalla linea di gronda, si riscalda nell’intercapedine, per effetto dell’irraggiamento solare, diminuisce la propria densità e fuoriesce dal colmo (effetto camino).
Gli effetti di questo passaggio continuo dell’aria sono sicuramente positivi per il bilancio igrometrico e termico dell’intero edificio.
Per la presenza del flusso d’aria, il vapore d’acqua, che migra attraverso le strutture di copertura a causa della differenza di pressione del vapore acqueo tra l’interno e l’esterno, non trova le condizioni per la formazione di condensa.
La ventilazione permette quindi di evitare la formazione di condensa in prossimità dello strato di isolante e la formazione di ristagni d’acqua allo stato liquido in caso di infiltrazioni dovute a rottura o spostamento degli elementi di copertura.
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L'intercapedine deve avere un'altezza non inferiore a cm. 4;
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Evitare ostacoli che limitino il flusso ascensionale;
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Presa d'aria a livello di gronda, con barriera antipassero;
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Perline dello spessore di 2 -3 cm. trattate con prodotti a base di resine ed essenze naturali; guaina di carta di pura cellulosa;
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Colmo ventilato per smaltire l'aria calda provenientedalla falda;
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Un dimensionamento corretto dell’intercapedine, in funzione dell’orientamento, dell’inclinazione e della lunghezza di falda e del materiale del manto, può comportare un abbattimento di calore trasmesso di circa il 40% rispetto ad una falda priva di ventilazione.
Lo strato di materiale isolante, che deve essere posto sotto l’intercapedine d’aria, deve garantire un ottimo grado di isolamento e permettere di ottenere valori di trasmittanza termica tali da soddisfare i requisiti imposti dalla legislazione.
L’utilizzo di materiali isolanti naturali, caratterizzati da una elevata capacita termica, come la fibra di legno o la fibra di cellulosa, permettono di aumentare la capacita termica della copertura e quindi di aumentare lo sfasamento termico.
In tal modo i valori massimi di temperatura superficiale all’intradosso del tetto si verificano nelle ore notturne quando, mediante tecniche di ventilazione naturale, anche l’aria interna puo essere facilmente raffrescata.

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